Negli ultimi mesi del 2023 la Biblioteca Comunale Manfrediana ha concluso un’ampia ricognizione del proprio materiale manoscritto, che ha portato all’individuazione di 820 unità contro le 529 precedentemente censite. Un intervento impegnativo, che ha permesso di ampliare notevolmente le conoscenze relative a questa Raccolta, che appare ora in tutta la sua ricchezza e rilevanza.
La Raccolta della Biblioteca Comunale Manfrediana, se si escludono alcuni frammenti in pergamena, non conserva manoscritti anteriori al XIV secolo. Essa può ritenersi integra, in quanto fortunatamente non fu interessata dalle distruzioni che nel 1944 causarono la perdita di decine di migliaia di volumi antichi. Per cui, è pervenuta così come iniziò a sedimentarsi fin dal momento della fondazione della Biblioteca nel 1797, arricchita da numerose e variegate acquisizioni nel corso del XIX e del XX secolo, compresa documentazione di natura archivistica.
Impossibile delineare una sintetica classificazione dei manoscritti sulla base del loro contenuto, riconducibile, non senza una certa forzatura, ad alcune aree omogenee.
Il nucleo più antico è quello dei frammenti medievali, in certi casi assegnabili al XII secolo. Si tratta di circa un migliaio di lacerti pergamenacei di codici liturgici, giuridici, letterari, scientifici, smembrati nel corso del XVI secolo per essere utilizzati come legature dei registri dell’Archivio Notarile Comunale e di volumi a stampa.
Secondo la terminologia tradizionale è definito manoscritto qualsiasi documento vergato a mano a prescindere dal supporto materiale, in netta prevalenza pergamena o carta. Ciò implica una considerevole varietà tipologica, dal foglio singolo a codici di ampie dimensioni, a compilazioni in numerosi volumi, talvolta racchiusi in pregevoli legature. Essi si datano, pertanto, a partire dall’introduzione dei materiali scrittori e proseguono fino ad oggi, non essendo rari quelli composti ancora ai nostri tempi di sistematica dematerializzazione digitale. Per di più, se alcuni manoscritti sono del tutto privi di elementi ornamentali, altri presentano preziosi apparati decorativi, comprese vere e proprie opere d’arte, quali sono le lettere iniziali miniate.
Ogni manoscritto costituisce un unicum non soltanto sotto l’aspetto contenutistico, ma anche le innumerevoli informazioni “estrinseche” – quali inserti paratestuali, note, indicazioni di proprietà e segnature – che ne svelano il proprio trascorso storico, talvolta assai intricato e ricostruibile mediante complesse indagini di tipo paleografico, codicologico e filologico. Vicende affascinanti, che restituiscono spesso dati importanti e sconosciuti, fin quasi fare “parlare” lo stesso copista.