Il Manoscritto ciceroniano n. 30 – così è indicato nell’inventario del 1896 – è un codice avvolto nel mistero: non sappiamo nulla della sua provenienza e di come sia arrivato in Biblioteca; conosciamo solo la data della sua stesura, il 5 novembre 1434. La preziosità di questo codice è duplice: da una parte è uno splendido esemplare di libro umanistico (scritto a piena pagina, con ampio spazio tra le righe, in scrittura tonda), dall’altra, con il suo contenuto filosofico (Somnium Scipionis e De natura deorum), è una testimonianza della cultura quattrocentesca che si riappropriava del mondo classico romano e greco e che, soprattutto, rimetteva al centro di tutto l’uomo, le sua capacità e la sua possibilità con queste di elevarsi. Il manoscritto è stato restaurato nel 2021 grazie a un contributo del Settore Patrimonio culturale della Regione Emilia-Romagna.